La stabilizzazione

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La stabilizzazione

Influenza la stabilità nel modo di impugnare l’arco e lo shock che il braccio e la spalla all’arco ricevono al rilascio.
Usare uno stabilizzatore che permetta di tenere l’arco ben bilanciato in mano e che permetta solo una lenta rotazione in avanti del flettente superiore al rilascio.
Uno stabilizzatore più lungo lavora meglio di uno corto dello stesso peso. Se si deve usare uno stabilizzatore lungo o con un buon peso in punta, provare ad usare un peso da applicare all’interno del riser (verso la corda, su quello che è chiamata fronte dell’arco; il retro dell’arco è la parte rivolta verso il bersaglio).


Compagnia Arcieri Elimi - stabilizzazione


Lo stabilizzatore dovrebbe rendere più stabile la mira, far sì che l’arco si muova più difficilmente ed assorbire lo shock del tiro.
Più peso è posto sulla punta dello stabilizzatore, più l’arco offre resistenza al movimento.
Se l’arco si muove lateralmente o si torce nella mano al rilascio a causa di una stabilizzazione non corretta si otterranno cattivi risultati dal tiro.
Far controllare il movimento dello stabilizzatore al rilascio: deve muoversi direttamente verso il bersaglio.
Se scalcia in qualsiasi altra direzione controllare dapprima la posizione della mano sull’impugnatura e come si esegue il rilascio: se la posizione della mano è corretta ed il rilascio è eseguito correttamente, agire sullo stabilizzatore per correggere il difetto.



Si deve anche essere certi che lo stabilizzatore assorba lo shock del tiro, pericoloso per il braccio, il gomito e la spalla all’arco.
L’autore raccomanda un tipo di stabilizzatore con assorbimento idraulico. Imbragatura per trattenere l’arco.
È comoda, ma non deve essere né troppo stretta (impartirebbe una torsione all’arco) né troppo lunga (l’arciere non sarebbe mai sicuro che l’arco sia trattenuto).



(Tratto da “Arco a prova di idiota” di Bernie Pellerite)

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