La sindrome della mira bassa

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Affligge una moltitudine di tiratori questa strana sindrome che “condanna” alla continua sofferenza esecutiva.
Questa sorta di richiamo verso il basso del punto di mira ha, in se, delle cause multifattoriali.
Spesso la causa più colpevolizzata è il Target Panic, ma in molti casi questo è un errore di valutazione frettoloso.

 

Non è il Target Panic:
Spesso e principalmente la causa della sindrome della mira bassa non è il Target Panic anche se, molto rapidamente, potrebbe diventarlo.
Una simile situazione di “Non Controllo”, infatti, oltre a portare frustrazione, insicurezza, disagio ed altre situazioni del genere, scaverebbe un tracciato non ortodosso nella nostra mente, rispetto al compito esecutivo primario, distogliendoci da una crescita nelle prestazioni di allineamento-mira-rilascio.

 

Soluzione:
La più tradizionale fra le soluzioni che di solito viene proposta è: “…Parti dall’alto…”. Sbagliato, nulla accadrà.
In realtà bisogna spingersi un tantino oltre nella ricerca della soluzione (Biomeccanicamente parlando) sino ad arrivare ad un’analisi che arrivi al concetto di ”Linea Dinamica”.
Questo aspetto non visibile dovrà tener conto del rapporto che, durante lo sviluppo della trazione, collegherà la mano dell’arco con la mano dello sgancio.
Si dovrà dare molta attenzione al corretto posizionamento degli arti e movimento dei muscoli in modo che il corpo risulti perfettamente allineato al bersaglio, lungo la linea che va dal gomito e che, passando dalla posizione delle spalle (muscoli deltoidi), arriva fino al braccio e alla mano all’arco.
Nel tiro con l’arco fare le cose giuste non può bastare. Bisogna farle nel modo corretto ed al momento opportuno.

La distensione del Trapezio Alto arrivati alla fine della trazione risulta essere “Qualitativamente” indispensabile al successivo “Scarico”.

Il lavoro non è però che a metà. Possiamo ancora sbagliare se, alla presa dei punti di contatto, lasciamo che il Trapezio Alto (lato superiore della spalla) prenda a se una buona parte del carico di trazione (sollevandosi rispetto al busto).

Per evitare ciò e giungere finalmente a trasferire il libbraggio (cioè l’accumulo dell’energia e della tensione dovuti all’apertura dell’arco) al dorso (muscoli della schiena) sarà sufficiente Extra-ruotare il Gruppo Spalla (esattamente la spalla del braccio che gestisce lo sgancio).

Nell’immediato, movimento non semplice ma, indubbiamente, facile.

Rapporto Mano Arco / Mano Sgancio:
La famosa-famigerata trazione in linea dovrebbe garantire già dal mirato una situazione come quella descritta sulla targa di riferimento:

 

In realtà, purtroppo, non sarà quasi mai così:

 

Variabile classica in negativo:
Già dopo pochi pollici di trazione la mano dell’arco già inizia ad abbassarsi rispetto alla mano dello sgancio.
Anche in caso di buona qualità trazione, una volta preso l’ancoraggio ed effettuata la prima collimazione, il Punto di mira si ritroverà proiettato in basso.
Al comprensibile tentativo di risalita si darà il via al tipico andirivieni su e giù dello stesso Punto di mira. Nessun segreto, la mira “corporea” combatterà con la mira “visiva”.

Poco tempo e si arriverà al tiro a volo:

 

Anche se il percorso di trazione è quasi ultimato, non siamo ancora al sicuro.
La presa d’ancoraggio può essere accompagnata da una “discesa” della mano dell’arco.
La mano dell’arco, solo ad ancoraggio (ben piazzato sull’osso della mandibola) e scarico sul dorso (schiena) del peso di trazione conclusi, potrà e dovrà scendere verso la zona di interesse:

Riepilogando:
Trazione con proiezione bassa e conseguente presa d’ancoraggio/scarico, dal basso verso l’alto, in Extra-rotazione.
Il gioco è fatto:  il mirato non è altro che il trailer dell’impatto.

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